top of page

L'unione fra scienza e spiritualità: il sincronario delle 13 lune ed il Museo del Domani

  • yleniamajo
  • 14 ago 2023
  • Tempo di lettura: 8 min

Aggiornamento: 20 ago 2023




Il punto di partenza per capire l’importanza del Sincronario delle tredici lune è l’artificialità del calendario ufficiale che attualmente usiamo in tutti i paesi del mondo: si tratta del calendario gregoriano, che fu introdotto in maniera definitiva da papa Gregorio XIII nel 1582. Storicizzare il nostro calendario, affermare che ha la sua origine in un preciso momento storico è fondamentale poiché ciò ci consente non soltanto di contestualizzarlo e di comprendere a quali altri processi storici, politici ed economici la sua introduzione era collegata, ma anche di riflettere sul fatto che l’umanità non ha da sempre usato questo calendario. E dunque, smettere di normalizzare il suo utilizzo, di darlo per scontato.


Questo calendario richiama anche parte della storia romana: la storia dell’imperatore Augusto e Giulio Cesare, da cui derivano i nomi dei mesi di agosto e luglio. Si tratta di una storia particolare, una storia di una civiltà situata in una specifica parte del mondo: quella occidentale ed europea; ma che, tuttavia, è stata universalizzata, in quanto, a causa dell’imperialismo, è stata imposta a tutto il mondo. In effetti, papa Gregorio inviò numerosi sacerdoti nelle varie parti del mondo per poter distruggere documenti delle altre culture che non contenessero il calendario gregoriano proposto dalla Chiesa cattolica.


La parola calendario viene dal latino e significa libro di riscossione delle imposte; in effetti, il calendario gregoriano ha trasformato l’essere umano in unità consumatrici. Tutte le date festive presenti in questo calendario corrispondono a transazioni commerciali: festa è uguale ad acquisto. Siamo abituati a pensare che il compleanno di una persona a noi cara corrisponda necessariamente all’atto di comprare un regalo.

Siamo abituati a concepire il nostro tempo in termini economici: un'ora di tempo viene fatta equivalere ad un certo corrispettivo di guadagno. Nella nostra società è presente una forte diseguaglianza: molto spesso le persone che lavorano di più sono anche coloro che guadagnano di meno; e se questo fosse un riflesso dell'irregolarità del nostro calendario? Tutto il confort che la nostra società ci offre non fa altro che riempire il nostro vuoto esistenziale, la disconnessione dalla natura, che si verifica in molteplici modi, fra cui attraverso la disconnessione dall’orologio biologico.

L’impatto del calendario gregoriano sulla nostra società ha causato la diffusione del senso di abbondanza tradotto in termini di eccesso di denaro, della paura della morte, della falsa spiritualità, che si è limitata ad una pratica superficiale senza toccare il nostro più profondo essere e del taooo sessuale, che ci ha fatto alienare dalla totalità della nostra energia sessuale per lasciarci soltanto una parte di essa: il sesso.



Il calendario gregoriano prende in considerazione soltanto uno dei moti planetari: quello della terra attorno al sole. Infatti, secondo esso, un anno corrisponde all’anno solare: il tempo che la terra impiega a completare il suo moto attorno alla nostra Stella. Ed è per questo che esso prende in considerazione soltanto l’energia maschile, un’energia che non ha a che fare con gli uomini in quanto tutti gli esseri umani possiedono tanto l’energia maschile quanto quella femminile, che sono due principi universali. L’energia maschile è l’energia del movimento, della luce e del Sole, rappresenta la forza, la propulsione a fare cose, a svolgere le nostre attività.

Al contrario, l’energia femminile è l’energia della luna e rappresenta l’ombra, le emozioni e l’intuizione.


Non tener conto della luna nel nostro attuale calendario, del moto della luna attorno al sole, ha avuto una certa ripercussione nella nostra società: siamo stati abituati ad aver paura dell’oscurità, come se fosse qualcosa da evitare; anche la pelle scura è, attualmente, fonte di razzismo e di discriminazione.

Così come siamo stati abituati a pensare che debba sempre andare tutto bene; gli impulsi che riceviamo dalla realtà ci dicono che le nostre vite devono essere meravigliose e ci pressano affinché le possiamo rendere tali. Mentre in realtà, sappiamo che felicità e tristezza si alternano, che la vita è come una giostra in cui salite e discese si susseguono. L’ombra ha un grande potenziare: ci permette di fermarci, di riflettere, ci allena ad affrontare le faccende della vita.

Certo, assumere un atteggiamento riflessivo su noi stessi significa passare per una lunga e dolorosa fase di sconforto ma è anche importante ricordare che in seguito ad esso avviene una fase di raccolta dei frutti maturati durante i periodi più riflessivi e meditativi.


Non soltanto è necessario prendere in considerazione il moto della luna attorno alla terra, ma anche il moto dell’intero sistema solare (ossia l’insieme dei pianeti che sono guidati dal sole) attorno alla galassia. Abbiamo una visione molto ristretta della complessità del cosmo, una visione molto centrata sulla Terra e ciò alimenta il nostro ego; pensiamo di essere le uniche forme di vita in questo Universo. Ci possiamo rendere conto di quanto siamo piccole\i semplicemente pensando al fatto che guardano il nostro sistema solare da fuori, nello spazio cosmico, essa appare una stella, come quelle che possiamo ammirare nel cielo di notte; Oltre al nostro Sole, che è una stella, la via Lattea contiene tra 220 e 400 miliardi di stelle.


Il Sincronario delle tredici lune è stata una sorpresa inaspettata, una scoperta che mi ha permesso non soltanto di trovare una risposta a molte domande su cu stavo già da un po’ di tempo sviluppando delle ricerche, ma soprattutto di effettuare collegamenti fra i miei temi prediletti: la sessualità, la femminilità, l’equilibrio fra le energie maschili e femminili, la critica al sistema patriarcale, coloniale e all’associata espansione del sistema capitalista, lo sviluppo degli esseri umani verso uno stadio di umanità superiore e più spirituale, l’esistenza di forme di vita “altre” all’interno del nostro sistema solare e all’interno della galassia, la continuazione dello spirito in seguito alla “disincarnazione”, la concezione secondo la quale la realtà che ci circonda è un riflesso di ciò che abbiamo dentro di noi, che i nostri pensieri possono creare realtà, l’esistenza di un fenomeno chiamato sincronicità e l’idea che noi esseri umani vibriamo ad una certa frequenza ed è quella frequenza che attraiamo dall’esterno; la necessità di stabilire un rapporto più prossimo con la natura, proprio perché natura è ciò che siamo e non può esistere un conflitto fra noi ed essa.


Il sincronario delle 13 lune mi ha spianato la strada verso nuovi campi di ricerca, come ad esempio la storia dell’origine del nostro sistema solare e l’unione fra scienza e spiritualità, qualcosa di cui avevo già letto nell’approssimarmi alla psicologia transpersonale di Stanislav Grof e che ho deciso di approfondire con la visita al museo del Domani di Rio de Janeiro.








Il Museo do Amanhã, prevede un percorso esperienziale di cinque tappe. E’ un vero e proprio viaggio alla scoperta dei segreti del Cosmo, della Terra, della Natura e della Cultura.

L’atmosfera che si respira nelle sale del Museo è vibrante ed emozionante, ho percepito anche un forte senso di spiritualità. Come se l’ideazione del Museo do Amanha fosse parte di un progetto più ampio, di una missione più elevata, di risveglio della consapevolezza della nostra natura cosmica. Ma anche di salvaguardia del nostro Pianeta Terra e della Natura, di cui noi esseri umani facciamo parte e dell’essere cosciente del fatto la separazione fra Scienza e Spiritualità è un’illusione protratta da parte della società occidentale europea capitalistica e colonialista.



L’esplorazione del Museo do Amanha inizia con la spiegazione che facciamo parte di un Cosmo immensamente vasto, antico ed in perpetua evoluzione. Siamo cosmici.

Avevi mai pensato che la Terra faccia parte di un Sistema solare, che è uno dei tanti Pianeti di questo Sistema? (insieme a Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone.) E che il Sistema si trovi nel braccio di Orione, uno dei bracci a spirale della Via Lattea? La Via Lattea è a sua volta localizzata nella galassia Andromeda, facente parte di una concentrazione di più di 50 galassie, chiamata Gruppo Locale.


Una spirale all’interno di un’altra spirale, tutte parte un Cosmo infinito.


Pensi che la Terra occupi un luogo privilegiato all’interno di quest’ordine?


In realtà, non esiste un Centro dell’Universo poiché esso è continuamente in espansione in tutti i suoi punti.


Chi siamo? Da dove veniamo? In che direzione andiamo? La Cosmologia cerca di rispondere a queste, fra le altre tante questioni fondamentali della nostra esistenza.

La Cosmologia, è sorta in quanto disciplina nel XX secolo, in seguito alla formulazione della Teoria della Relatività, investiga la costituzione e lo sviluppo dell’Universo, analizzando le immagini e le ricerche degli astronomi per comprendere la sua composizione, struttura ed evoluzione.

Per molti secoli, solo la Mitologia e la Filosofia cercavano di fornire una spiegazione sulla totalità dell’Universo, prima che Einstein ed Hubble mostrassero che il Tutto poteva essere spiegato a partire dalle leggi della Fisica.

Ciò che marca la nascita della Cosmologia moderna è la scoperta che l’Universo è costantemente in espansione, e le galassie si allontanano l’una dall’altra.

La teoria del Big Bang necessita di teorie complementari in quanto non è esaustiva; ad esempio, non spiega i fattori fisici che avrebbero dato origine all’espansione iniziale. Fra le tante teorie che cercano di spiegare l’origine dell’Universo, il Modello del Big Bounce ritiene che ciò che chiamiamo Big Bang è solo una fase di passaggio, cioè, l’inizio di una fase di espansione in seguito al collasso di un Universo anteriore.

Qual è il futuro dell’Universo? Secondo questa concezione, molto probabilmente l’ Universo, essendo caratterizzato da un ciclo ripetitivo, infinito, di contrazioni ed espansioni, continuerà ad espandersi INFINITAMENTE.

Dunque, l’Universo sarebbe eterno e dinamico sprovvisto di un inizio specifico nel Tempo ma potrebbe essere sempre esistito.


Altro principio da tenere a mente è che siamo fatti degli stessi elementi di cui è composta la Terra. Condividiamo il codice basilare che definisce le caratteristiche di tutti gli esseri viventi e siamo parte inseparabile della ricca biodiversità che popola il pianeta.

Possediamo un cervello molto complesso, capace di creare un’incredibile molteplicità di culture.

La sezione dei “Quattro oceani” del museo del Domani ci ricorda che esistono molte caratteristiche in comune fra noi esseri umani e gli elementi della natura. Uno di questi è il flusso delle acque, dei fiumi, degli oceani, delle acque e delle correnti marine il movimento dei venti. La nostra natura è flessibile, più seguiamo i flussi e le correnti della Vita più ci avviciniamo alla nostra Vera Essenza.


L’esposizione permanente del Museo si conclude in una forma molto delicata e poetica.

Al centro dell’ultima sala c’era una Churinga.

Se sin dagli arbori della nostra specie, usiamo strumenti per trasformare ed adattare il mondo alla nostra presenza, come ad esempio i martelli per rompere le rocce o i rastrelli per dissodare la Terra, lo strumento della Churinga ha un’utilità simbolica: per mezzo di esse, nelle tribù aborigene australiane, gli anziani raccontano ai più giovani le storie, i miti e le legende che compongono il cuore della loro cultura.

Narrare una storia non significa solo ricordare di ciò che è già successo ma anche plasmare ciò che sta per venire ed è così che la Churinga simbolizza il Museo del Domani in quanto esso si pone come obiettivo di essere un ponte tra il passato ed il futuro costruito sui pilastri della Sostenibilità e della Convivenza, partendo dai nostri sforzi collettivi nel qui ed ora.



Le nostre azioni, per quanto piccole possano sembrare sono capaci di cambiare il mondo. Ad ogni momento facciamo scelte sui nostri stili di vita.

Se ci connettessimo con il pianeta e gli uni con gli altri, saremmo un ponte per un futuro sostenibile. Ognuno di noi costituisce il proprio Domani. Ed insieme costruiamo i nostri Domani che desideriamo.

E’ stato in quel preciso momento che ho percepito che Rio de Janeiro mi avesse dato davvero tutto quello che stavo cercando. Mi sono rivista nel passato, negli ultimi tre anni di riflessioni su chi io fossi veramente, di studi e ricerca sul funzionamento del mondo e della nostra Coscienza, per poi ricordarmi di una delle fondamentali tappe del mio percorso evolutivo: “Quando accade l’impossibile” di Stanislav Grof.



La comprensione che siamo parte di qualcosa di più ampio, una parte di un Tutto di cui possiamo prendere consapevolezza soltanto dopo aver abbandonato il nostro ego. Abbandonare l’ego significa purificare le proprie emozioni, significa dare un nome a ciò che proviamo, osservarci senza identificarci con esse. Significa curare i nostri traumi che ci ancorano al passato e permetterci di vivere appieno il presente.


Grazie per la lettura.

A presto,

Ylenia





Commenti


bottom of page