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Femminile, Maschile e Sessualità: una genealogia e nuove narrazioni

  • yleniamajo
  • 21 ott 2022
  • Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 14 gen 2024

La nozione di femminilità e mascolinità non deriva dalla natura. Mi è capitato molto spesso di sentire alcune persone che attingono da esempi presi dal mondo animale per giustificare e naturalizzare un comportamento che in realtà è attribuito dalla società alle donne ed agli uomini. L’esempio più frequente è quello di una specie, al cui interno, la divisione sessuale dei ruoli prevede che il maschio cacci e la femmina accudisca la prole. Si tratta di un’assunzione del tutto errata perché c’è un’importante distinzione fra gli animali e gli esseri umani. Questa differenza fondamentale consiste nella circostanza secondo la quale è la Natura a prescrivere il comportamento degli animali: le attività che devono svolgere, il cibo di cui devono nutrirsi, le modalità di riproduzione etc.

Gli esseri umani, invece, sono animali culturali; possiamo intendere la cultura di una certa società in un certo momento storico come l’insieme di orientazioni che plasmano il senso comune e dunque le idee ed il comportamento degli individui ed il loro ruolo all’interno della società.

E’ ovvio che esistono alcune caratteristiche biologiche che distinguono le persone di sesso femminile da quello maschile, come ad esempio il ciclo mestruale o la gravidanza. Ma, tutto il resto non è prescritto dal sesso biologico di appartenenza, bensì dal genere, ed è ciò che è costruito socialmente.



Cosa sia il genere maschile e cosa sia il genere femminile è stato a lungo dibattuto negli ultimi secoli. Anche io sono rimasta abbastanza sconcertata quando ho scoperto che nel corso della storia si sono alternate differenti definizioni di cosa significasse essere donne e uomini. Da ciò si evince che quello che è importante tenere a mente è che non si tratta di concezioni fisse bensì mutevoli, significati contingenti ad uno specifico periodo storico o ad una determinata cultura. E ti dirò di più, le relazioni fra i generi sono inserite all’interno di più ampie dinamiche di potere.

È da tempo che seguo il dibattito del pensiero femminista e mi sono messa in discussione innumerevoli volte perché si tratta di un argomento apparentemente così semplice e naturale ma in realtà molto arduo, delicato e sottile. Per cui ritengo che, in questo caso, sia necessario “complessificare” il discorso, prendendo in considerazione diversi punti di vista e ridimensionare la narrazione predominante che tende verso la semplificazione e che si rifà solo al femminismo di stampo occidentale.

Inizialmente ho seguito il filone mainstream delle “donne forti ed emancipate”, ho vissuto nell’illusione che per essere al passo con i tempi e con gli uomini bisognasse darsi da fare e raggiungere posizioni di un certo rilievo. Ad un certo punto c’è stata una battuta d’arresto; ho capito una cosa fondamentale: stavo adottando delle modalità tossiche “maschili”. Quel tipo di comportamento che i filoni femministi criticano. Attenzione, quando parlo di comportamenti tossici maschili, non mi riferisco ai comportamenti di tutti gli uomini, ma a quegli atteggiamenti che sono stati e continuano ad essere perpetuati dalla maggioranza degli uomini nella società patriarcale. Che il femminismo fosse cercare di assomigliare quanto più possibile agli uomini? O forse questo significava piuttosto la distruzione dei molteplici tratti che caratterizzano la femminilità? E dunque la valorizzazione del comportamento maschile e la svalorizzazione di tutto ciò che è femminile? Ebbene si, sentivo che mi stavo agganciando al trend della società patriarcale che prevede un sistematico sminuire delle cose fatte da donne. Ritengo che adesso sia necessario effettuare un passo in avanti e trasformare il mondo in un posto sia per uomini che per donne, trans e queer. E’ necessario un riposizionamento del maschile: da universale a particolare. Il maschile non è la misura di tutte le cose, ma è semplicemente una categoria. Cosa intendo quando affermo che il maschile ha occupato una posizione universale? Il maschile ha occupato una posizione universale ogni qualvolta che, ad esempio, usiamo la parola “uomini” per riferirci alla razza umana che è composta da donne cis, uomini cis, donne trans, uomini trans. E magari esistono altre soggettività di cui io non sono a conoscenza. Dunque, gli uomini sono una delle tante soggettività possibili, uno dei tanti punti di vista possibili, non l’unico, non il principale, non il migliore. Il problema è che siamo così abituati ad usare la parola uomini ed esseri umani come sinonimi che diamo per scontato che ciò sia corretto. Continuiamo a perpetuare questo errore nonostante siamo consapevoli che gli esseri umani non siano solo gli uomini perché pensiamo che il linguaggio non abbia nessun effetto sulla realtà circostante. Ma, l’occultamento del femminile dal linguaggio, si è riflettuto nell’offuscamento del punto di vista e del potenziale delle donne, come se le donne fossero qualcosa di distinto dall’umanità. Avete mai fatto caso che nella stragrande maggioranza dei film i protagonisti sono maschi? Questo perchè si è ritenuto che le storie che abbiano più importanza siano quelle maschili, e allora che si fa dei personaggi femminili? Sono diventati uno strumento di quelli maschili, oltre all’essere stati oggettificati.

Mi risulta davvero difficile non pensare al modo in cui il maschile e il femminile siano stati articolati dalla società attuale, si tratta di questioni che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, ad esempio il modo estremamente differente in cui la sessualità è vissuta dalla maggioranza degli uomini e delle donne. Colpevolizzare il piacere è stato uno degli strumenti più efficaci per dominare le donne, di colonizzare in diversi modi il corpo femminile. Nel libro “A origem do mundo: Uma história cultural da vagina ou a vulva vs. o patriarcado“, Liv Strömquist presenta tutti quegli uomini che "si sono interessati un po’ troppo ai genitali femminili". Ad esempio Kellog che cercò di impedire che le donne toccassero i propri genitali e Baker-Brown che creò un metodo per impedire la masturbazione femminile, attraverso la rimozione chirurgica della clitoride (clitoridectomia).

Qui di seguito vi riporto tutto l’essenziale che ho appreso dal suo libro, che io ho letto in portoghese perché me l’ha prestato la mia coinquilina qui in Brasile; si tratta di un contenuto davvero innovativo e vorrei che raggiungesse una grande divulgazione. Adoro questo libro in quanto ci consente di effettuare una genealogia di alcuni taboo sul sesso e sul ciclo mestruale: solo scoprendone l’origine si può prendere consapevolezza della loro portata per poi ribaltarli!

Devi sapere che per anni abbiamo rappresentato graficamente gli organi genitali femminili in modo improprio e abbiamo denominato inadeguatamente la vulva, la quale è frequentemente confusa con la vagina. Qual è la conseguenza di tutto ciò? Si è progressivamente sviluppata e radicata la credenza secondo la quale gli organi femminili non abbiano una parte esterna e che siano pertanto soltanto un “buco da colmare” con le protuberanze maschili e dunque che… le donne siano per natura caratterizzata da una mancanza che può colmare soltanto tramite un atto sessuale di stampo eterosessuale.

Nell’età della pietra, come pure in quella greca, la vulva, non solo era graficamente rappresentata in grandi dimensioni, ma aveva un forte significato spirituale ed esistenziale, nonché un simbolo di forza. Ciò che è certo è che non era in antitesi con la sacralità. La narrazione predominante sulla sessualità femminile è che per le donne non soltanto è difficile raggiungere un orgasmo ma che, piuttosto che necessariamente provare piacere e raggiungere l’orgasmo, abbiano bisogno più di un coinvolgimento emotivo. Al contrario, secondo i manuali antecedenti all’illuminismo l’orgasmo femminile era considerato imprescindibile per ottenere una gravidanza. Sappiamo bene che, invece, la narrazione della sessualità maschile è che il sesso è super desiderabile e l’orgasmo inevitabile e parte imprescindibile dell’atto.

Nel corso della storia, si sono alternate due rappresentazioni dei due sessi: la prima, fino all’illuminismo, che non effettuava distinzioni fra il corpo maschile e quello femminile: la vagina era rappresentata come un pene al contrario, la donna era una versione inferiore dell’uomo. Dall’Illuminismo in poi, invece, si è rafforzata l’idea che donne e uomini fossero caratterizzati da un’opposizione inconciliabile e da una complementarità; ad esempio, si afferma che, durante l’eccitazione, la vagina si lubrifica in modo da facilitare la penetrazione, mentre, in realtà, la clitoride diventa più grande e dura. Perché proprio l’Illuminismo? Perché era necessario giustificare con mezzi scientifici e non più divini l’inferiorità delle donne. E’ in questo contesto che prende corpo l’idea di una sessualità ben distinta fra uomini e donne. E le donne (alcune, come Wollestonecraft) accettarono con sollievo il criterio di “mancanza di desiderio sessuale” per essere distinte dagli uomini perché, antecedentemente, esse erano state denigrate per le loro trasgressioni sessuali: l’uomo era stato ritenuto più capace di ragionare filosoficamente e dotato di una maggiore moralità. Dunque, si tratta di una inversione totale del prototipo femminile: da peccaminosa e carnale a caratterizzata da assenza di desiderio sessuale.

La scoperta delle dimensioni della clitoride risale al 1998: la parete anteriore della vagina è inseparabile dalla parte interna della clitoride per cui la distinzione tra orgasmo vaginale e clitorideo perde di senso perché tutti gli orgasmi hanno origine nel complesso clitorideo. Da ciò deriva che l’ideale sessuale che prevede la stimolazione della clitoride come preliminare rappresenta non altro che il modo di fare sesso più conforme al gusto maschile. (Si tratta della critica femminista della relazione sessuale di Shere Hite). In realtà, è la stimolazione della clitoride che dovrebbe avere un ruolo centrale e tutto il resto essere preliminare o post-coito! Addirittura, le donne che non riuscivano ad attingere l’orgasmo attraverso la relazione eterosessuale di penetrazione vaginale, l’unica accettabile secondo Otto Adler e Freud, erano considerate insensibili sessualmente.

Nell’antichità, il ciclo mestruale, era considerato qualcosa di magico e divino, capace di creare una forte connessione con il cosmo ed i suoi misteri. E di fatto, alcuni reperti archeologici presenti in luoghi anticamente sacri, raffigurano le mestruazioni delle donne.

Ti dirò di più, si pensa che alcuni rituali maschili di combattimento che prevedessero il sanguinamento fossero in realtà un tentativo di imitare il ciclo mestruale femminile. Inoltre, si riteneva fondamentale il sanguinamento per liberarsi da un eccesso di sangue. Le religioni di stampo patriarcale hanno reso il ciclo qualcosa di sporco e disgustoso. Secondo alcuni psicanalisti le conseguenze di trattare il ciclo mestruale come un taboo è che esso si riversa abbondantemente nel nostro inconscio collettivo, ad esempio attraverso sogni oppure simboli. Un esempio è dato dalla bella addormentata nel bosco che rappresenterebbe, con la puntura del dito, un rito di passaggio alla pubertà, mentre la maledizione simboleggia la paura delle mestruazioni. Il sonno della bella addormentata è dovuto alla complessità di questo processo in atto. A volte, un periodo di riposo è necessario per ottenere una realizzazione maggiore: non solo ciò che si può vedere conduce al raggiungimento di obiettivi. Ad esempio, la statua “o Pensador” di Rodin rappresenterebbe la sindrome premestruale in quanto status elevato di profonda riflessione filosofica-esistenziale. Un elemento che consolida il pregiudizio sul ciclo mestruale è il meccanismo di inversione piscologica della pubblicità e dell’industria degli assorbenti: ad esempio, si dice che gli assorbenti contengano quelle molecole capaci di neutralizzare i “cattivi” odori… Ma in realtà sono gli assorbenti usa e getta ad inquinare il nostro Pianeta, non è il ciclo mestruale ad essere sporco!

Buona lettura,

alla prossima!


Ylenia


2 commenti


Gaia Fristachi
Gaia Fristachi
08 nov 2022

Sempre piacevole leggerti!

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yleniamajo
15 mar 2023
Risposta a

💜Una delle mie prime sostenitrici!

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